L'appuntamento al cinema per i fans giapponesi di Neon Genesis Evangelion era ieri, per la premiere del 2° (più volte rimandato) film remake della serie animata più famosa degli anni novanta: Evangelion Shin Gekijōban: Ha, in inglese: Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance non solo è uscito nelle sale cinematografiche del paese, ma le ha monopolizzate. Il Milano-za, nel quartiere di Shinjuku, ha proiettato per primo la pellicola ed è stato assediato dai fans, tra cui molti cosplayers: la sala con una capienza di 1064 persone era già piena alle 6,30 di mattina, ben un'ora e mezza prima dell'inizio del film e, soprattutto, solo 24 minuti dopo l'apertura del cinema. Fuori, moltissime altre persone in coda hanno dovuto attendere la seconda proiezione. I cinema che hanno ospitato nella programmazione Evangelion: 2.0 hanno offerto, in edizioni super-limitate, i pop-corn in un sacchetto della Nerv e le bevande in un bicchiere tappato in alto con una character figure di Asuka. Nelle strade vicono al Milano-za, inoltre, 6 modelle giapponesi hanno celebrato l'evento presentandosi in cosplay di Rei Ayanami, mentre i fans partecipavano ad una due giorni di cosplay-contest.
Per concludere in bellezza, alla fine del film è stato svelato il titolo (per ora, solo quello giapponese) del 3° film previsto per la tetralogia del remake dell'anime: Evangelion Shin Gekijōban: Q quickening.La Q (o Kyū, come viene pronunciata questa consonante in Giapponese) è un gioco di parole e rappresenta il terzo (ed ultimo) momento della classica struttura giapponese Jo-Ha-Kyū (approssimativamente traducibile con Introduzione-Rottura-Rapido), tipica delle più svariate arti giapponesi, dal teatro alla musica, che indica come tutti gli avvenimenti debbano iniziare e costruirsi lentamente, aumentando la tensione fino alla rottura, per poi concludersi in fretta. I titoli dei primi due film erano, infatti, Jo e Ha. La versione inglese, You Are (Not) Alone e You Can (Not) Advance quelle delle prime pellicole, è invece ancora avvolta nel mistero.































Certo che i giapponesi fanno proprio le cose in grande. Qui una cosa simile l'abbiamo avuta forse solo per Harry Potter (libri inclusi) e Twilight... cioè nulla di nostro.
Vabbe và