No, cari amici anti-naruto fanboy, questo non è un post dedicato all'allegro compagno di Sasuke & Co, al massimo lo potrei fare su Suigestu, sì, ma su Juugo proprio no. E solo la quindicesima bloggata.
Bloggata che arriva dopo un bel po' di tempo, durante il quale ho più che altro studiato per rendere più dolce il mio primo (ed ultimo si spera!) anno da fuori corso. E così è stato, mi mancano 5 esami ed ho 3 sessioni d'appello in cui farli. Ci sto abbastanza comoda. Speriamo vada tutto per il meglio.
E per allietare i futuri mesi freddi ed oscuri in cui avrò solo esami di Inglese ed affini da preparare per l'Università, mi sono imbarcata nell'avventura burocratica del JLPC: Japanese Language Proficiency Test, cioè un esame di riconoscimento internazionale per la lingua giapponese, una sorta di First nipponico, va là.
In
più, dovrebbe anche servirmi nella remota possibilità che in futuro io
possa trovarmi un lavoro che richieda abilità linguistiche di questo
genere. Cioè, fare il JLPT è utile e bon, lo faccio. E’ anche costoso,
e difficile. Per compilare i moduli ho dovuto fare uno sforzo di
concentrazione pazzesco, non m’immagino cosa possa essere l’esame in sé
O_O.
E così nulla, ne
approfitto per inaugurare il nuovo spazio: “minna, kanji wo
naraimashou!”, tradotto: “rega’, mo’ v’imparo gli ideogrammi”.

I kanji (ideogrammi) del 3° livello del JLPT sono 245. Di cui 80 sono quelli previsti per il 4° livello, il più basso. Quelli li do per scontati, in tre anni qualcosa dovrò pur aver imparato e_e”. E così me ne rimangono 165 da studiare in 9 settimane, visto che l’esame è ai primi di Dicembre. Fanno ben 18,3 periodico kanji a settimana, troppi. Sfogliando l’elenco, però, ho notato con molto piacere che tanti li conosco già, infatti di mio ne so circa 300 di scrittura. Quindi, per spronarmi a studiare costantemente e per non fare andare a ramengo questo blog, ogni settimana posterò 5 kanji da imparare/ripassare, e speriamo che serva come ripasso!
Prima
di partire subito con i 5 prescelti della giornata, c’è da dire una
cosa riguardo lo studio dei kanji. I kanji non vanno studiati. Non
vanno imparati, non vanno ricordati, non vanno capiti, poiché la loro
comprensione và al di là dell’intelletto umano, mi limiterò a citare
quel grand’uomo di Dan Barrett, un professore americano di Giapponese
che disse: prendi il kanji di “piccolo” e mettilo insieme al kanji di
“donna”: otterrai il kanji di “carburatore”. Non dico che il livello
sia questo ma poco ci manca. I kanji vanno assimilati, per non dire
digeriti, per non dire sopportati. Ma più di tutto, vanno amati:
attraverso i kanji ci passa TUTTA la cultura nipponica a noi tanto
cara, se dinnanzi a loro proviamo ribrezzo o, peggio, paura, meglio
lasciar perdere.
Personalmente amo i kanji, ed il loro studio mi allieta lo spirito.
I
livelli di studio dei kanji sono, sostanzialmente, due: nel primo si
impara a riconoscere il kanji, a saperlo leggere correttamente, a
saperne il significato. Può sembrare un lavoro facile, ma ogni kanji ha
almeno 2 letture, il più delle volte 3 e non disdegnano anche un 4°
modo in cui essere letti. Le due letture principali sono la lettura
“on”, cinese, e la lettura “kun”, quella giapponese. La leggenda vuole
che la prima si usi quando il kanji è accompagnato da altri kanji a
formare una parola, e che invece la seconda si usi quando il kanji è da
solo. Un esempio pratico viene dal kanji di montagna, che si legge
“yama” da solo, e “san” accoppiato. Come ad esempio nella parola kazan,
vulcano, formata dal kanji di fuoco (ka) e da quello di montagna (san,
che diventa zan per una questione fonetica). O ancora nella parola
Fujisan, il monte Fuji, che non si legge assolutamente Fujiyama e che è
formato di nuovo dal kanji di montagna letto alla cinese. Sembra
facile, poi ti sbuca fuori il cognome, diffusissimo in Giappone,
Yamamoto, che si scrive con due kanji tra cui quello di montagna che,
avevo detto tre righe fa, si legge yama quando sta da solo e san negli
altri casi. Simpatico, vero? Non solo un cognome, ma tutta una serie di
parole composte da più di un kanji sfuggono a questa regola, ad esempio
yamashi, che vuol dire minatore ma anche imbroglione, formato da yama e
shi, montagna e maestro. Di nuovo il carburatore, perché diamine
montagna e maestro insieme devono voler dire minatore e, più che altro,
imbroglione?
La seconda fase d'apprendimento dei kanji sta nella scrittura degli stessi. Ogni kanji è scritto da un certo tot di tratti, e questi vanno scritti in una certa sequenza. Il kanji del numero 10, ad esempio, è in sostanza un simbolo identico al +, una croce. La prima cosa che t'insegnano è che questa croce deve essere scritta facendo prima il tratto orizzontale, partendo da sx, poi il tratto verticale, partendo dall'alto. Ed un kanji con 2 soli tratti è oltremodo facile da apprendere, il problema inizia quando i tratti superano la quindicina, e lo fanno spesso. L'unico modo corretto per impararli è cominciare a scriverli, più e più volte, e non smettere, in sostanza, mai. Perchè appena smetti, magari dopo che l'esame scritto lo hai dato e stai pensando solo alle vacanze al mare, ecco che le letture del kanji ti restano, il significato pure, se lo vedi lo riconosci ma, matita in mano, dopo un paio di mesi che non lo scrivi non ha la più pallida idea di dove cominciare a tirar righe. In questo ripasso la fase di scrittura la lascio ai fogli di carta, mi limiterò solo alla prima fase.
Insomma l’avrete capito, c’è da perderci il sonno a pensare che di kanji, sul dizionario più autorevole in materia, ne sono riportati 7000. E che per leggere un giornale giapponese ne servono almeno un 2000. E che per passare poi il livello 2 del JLPT ben 1000. Insomma, ce la metterò tutta!!
81.

Lettura on: KAI, E
Lettura kun: a(u)
Significato: incontrare, incontro.
Esempi: eikaiwa (conversazione di Inglese); kaigi (riunione, conferenza; kyoukai (chiesa)
82.

Lettura on: SEI, SHOU
Lettura kun: ao(i)
Significato: blu, azzurro, a volte verde.
Esempi: aozora (cielo blu, una delle parole più belle, insieme ad hoshizora, cielo stellato, che io conosca); aomoriken (prefettura di Aomori); aoiro (colore blu); seishun (giovinezza, formato da primavera e verde, mi verrà sempre in mente Shigure di furuba xDDD. Ed anche la Seigaku, la squadra del Principe del Tennis, è scritta con questo kanji^^)
83.

Lettura on: SEKI, SHAKU
Lettura kun: aka(i)
Significato: rosso
Esempi: akachan (bimbo, ed anche akanbou, il modo in cui in Reborn si riferiscono ai bambini, penso sempre a Yamamocchan quando vedo questa parola xD); sekidou (l'equatore); akaji (passivo, deficit)
84.

Lettura on:
Lettura kun:(ru), *aggiungo io Akira, un nome maschile bellissimo *o*
Significato:lare, lo spuntare del giorno
Esempi: akarui (luminoso); hatsumei (invenzione); setsumei (spiegazione)
85.

Lettura on: SHUU, TOKI
Lettura kun: aki
Significato: autunno
Esempi: shuubun no hi (equinozio d'autunno); akikaze (brezza autunnale)
concludiamo con il kanji di autunno, del quale continuo a ricordarmi la parte di dx (è il kanji di fuoco) ma mai quella di sinistra. sarà perchè per associargli il significato collego le foglie gialel e rosse come il fuoco che d'autunno cadono con il fuoco stesso scritto dentro al kanji...se avete qualche, qualsiasi domanda non esitate a farla! Io intanto prendo un foglio e comincio a scrivere, scrivere, scrivere...fortuna che questi primi 5 li ho già assimilati a dovere durante il secondo anno!
jaa naa!


























