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Recensione Collettibile Videogames

Recensione Fallout 3

di Raven Chunin | 17 marzo 2009 - 09:23 | 1223 Visualizzazioni | 2 Recensioni

Scelta di Otakuland
Recensione oggettiva

Fallout 3 è una esperienza di gioco che può essere vissuta usando diverse interpretazioni; prima di tutto come sequel di una gloriosa saga di videogiochi ambientata in un futuro postatomico che finalmente fa un grande passo in termini di grafica, passando dal 2D al 3D, oppure come titolo a se stante, di genere avventura in prima e terza persona.


Purtroppo non avendo giocato ai primi due episodi questa recensione si concentrerà sul titolo singolarmente considerato.


Fin da subito si nota l’interessante sistema per far immergere il giocatore nella complessa trama dell’universo di Fallout, difatti il gioco inizia al momento della nascita del protagonista, in cui potremo effettuare le prime, fondamentali scelte per proseguire nel gioco, ovvero le caratteristiche fisiche e intellettuali di base per la creazione di un personaggio.


Appena nati potremo scegliere nome, sesso e aspetto fisico futuro, a un anno impareremo letteralmente a camminare, con nostro padre che ci incita a muoverci verso di lui, dopodiché scopriremo come distribuire i punti S.P.E.C.I.A.L. ossia le caratteristiche fisiche di base, forza, intelligenza, percezione, resistenza, carisma, agilità e fortuna; queste caratteristiche influiscono in maniera marcata sulle abilità che impareremo più avanti.


A dieci anni parteciperemo alla nostra festa di compleanno e il supervisore del Vault (un rifugio antiatomico in cui viviamo) ci donerà il PIPboy 3000, un computer da polso che regola le nostre attività biologiche e funge da agenda personale.


A sedici anni infine parteciperemo a un esame che ci permetterà di capire in quali abilità siamo più abili, rispondendo alle domande a risposta multipla del test (oppure potete chiedere al professore di farci saltare il test e scegliere da soli le abilità da aumentare.)


A diciannove anni, l’evento che sconvolge la nostra tranquilla vita in un buco sotterraneo (tranquillissima..), nostro padre è fuggito dal vault, la figlia del sovrintendente, Amata, ci aiuterà a fuggire, ma poi? Una volta fuori saremo davvero soli, in un mondo praticamente sconosciuto e devastato da una guerra di duecento anni prima, con pochi indizi e molte speranze e molte scelte da compiere.


Sì, la caratteristica saliente di questo gioco è che ogni evento può essere vissuto in molti modi differenti, potete vivere come paladini della giustizia, o come autentici terroristi sparando a tutto ciò che si muove, o semplicemente esplorando la Zona contaminata fregandovene di tutto e tutti.


Si prospetta un ottimo gioco quindi? Io non penso poiché a mio avviso i difetti in questo titolo sono piuttosto gravi e dettati dalla solita fretta di mettere in commercio un gioco non ottimizzato.


Tanto per cominciare la crescita del personaggio, all’inizio del gioco ci ritroviamo praticamente nudi e disarmati, basta andare avanti di poco e avremo un personaggio armato di tutto punto, peso permettendo, eh sì, perché ogni oggetto che potremo raccogliere in giro ha un suo peso, tranne le munizioni (si può arrivare a possedere più munizioni e cartucce di qualsiasi esercito e non soffrirne minimamente il peso, eppure sarebbe bastato fissare un limite trasportabile massimo).


Sempre sul sistema di crescita, a ogni livello si possono aumentare le abilità base spendendo punti abilità e si può scegliere una abilità extra (o perk) che aggiunge caratteristiche uniche al personaggio, si va dal mero aumento di punti abilità in determinate specializzazioni all’aggiunta di poteri originali, come opzioni di dialogo extra in talune circostanze; ebbene a mio avviso, ciò rende il gioco, una volta raggiunto un livello abbastanza alto, troppo facile, è vero che i nemici diventano più forti a seconda del nostro livello ma saranno in ogni caso più deboli e verranno facilmente falciati dai nostri colpi.


Quanto al doppiaggio beh, è tra i peggiori che abbia mai visto in un videogioco: volume delle voci altalenante, alcune frasi non doppiate, doppiatori che a giudicare dai toni usati in varie occasioni devono essere alle prime armi, addirittura con uno stesso personaggio ci sono doppiatori diversi, nella stessa scena! si preferirebbe quasi giocare senza audio.

Ma per fortuna i pochi personaggi principali sono stati curati abbastanza bene, come il DJ Trecani della radio GNR, che non ha idea di cosa sia un disco ma continuerà lo stesso a fare il disc jockey.


In ogni caso, Fallout, coi suoi difetti, con le sue mancanze, è comunque una esperienza da vivere più che da giocare,anche solo esplorare la zona contaminata e raccogliere indizi sulla guerra passata e su come è cambiata la società nel frattempo (quella rimasta in piedi perlomeno) è qualcosa di spettacolare.

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