Per non dimenticare

Bloggata inserita il 15 luglio 2008 - 14:34

Esattamente 70 anni fa, il 15 luglio 1938, sul numero giornaliero de "Il Giornale d'Italia" (in realtà uscito il giorno prima in quanto edizione serale), appariva per la prima volta il "Manifesto degli scienziati razzisti", più conosciuto come il "Manifesto della razza", in forma anonima, capostipite dei provvedimenti legislativi relativi alla questione della razza italiana. Il Manifesto asseriva l'esistenza delle razze, la partecipazione della razza italiana a quella ariana, e la superiorità della suddetta rispetto alla razza ebraica. Seguirono leggi per la tutela e la preservazione della razza italiana. Iniziò il periodo di discriminazione e allontanamento di tutti gli ebrei dall'Italia.

Tante ipotesi si sono fatte sull'emanazione di queste leggi e sui loro stessi motivi. L'antisemitismo di Mussolini non è mai stato comprovato per certo. La motivazione economico-sociale è forte: gli ebrei erano quasi tutti membri di quella borghesia il cui appoggio al fascismo si stava piano piano sgretolando verso un distacco psicologico dal regime, e i sentimenti antiborghesi del duce non sono mai stati cosa segreta. Poco credito ha l'ipotesi di una diretta influenza dall Germania.

Nonostante l'antisemitismo non abbia mai fatto parte della cultura italiana (le leggi razziali vennero accolte come fatto politico e non sociale), nonostante i provvedimenti fossero più di carattere discriminatorio che persecutorio (e tanti si nascosero dietro questa facciata), la questione ebraica segna uno dei punti più bui del regime fascista, anche perchè non furono pochi gli intellettuali che, di facciata o non, aderirono al sentimento antisemita. Adesione che avvenne anche da molta parte delle gerarchie ecclesiastiche, ma non da Pio XI.

Settant'anni sono tanti, ma queste cose sembrano sempre dietro l'angolo. E quindi non dobbiamo dimenticare.

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Nyx avatar
Master Jounin avatar
Io sono dolore e sofferenza.
18 luglio 2008 22:17
0 +1 -1
Peccato che i giovani d'oggi non sanno nemmeno cosa siano certi "ideali" dietro i quali si nascondano o per i quali dicano di combattere. Sia pro che contro i giovani d'oggi (anche se cerco di non fare di tutt'erba un fascio) nascondono dietro motivazioni politiche la loro voglia di violenza....un po come quei cretini che vanno allo stadio per fare del male e dello sport non gliene po' fregar di meno. La maggior parte dei ragazzi non sanno che il comunismo ha fatto piu' vittime del nazismo. Non sanno cosa fosse il fascismo, non sanno cosa fosse il nazismo non sanno cosa fosse il comunismo.....pero' per gli "ideali" di queste "ideologie" (che probabilmente manco conoscono) sono ancora capaci e vogliosi di fare del male al prossimo. E' sete di violenza e ignoranza.
Yoruichi avatar
Novice Jounin avatar
16 luglio 2008 09:41
0 +1 -1
Hai ragione!! E' così facile "dimenticare" queste cose o considerarle lontane e irripetibili... Oggi la discriminazione assume altre forma (penso -spero!- che un manifesto del genere non potrebbe più essere pubblicato), ma è uno spettro sempère presente!!!
Fenfen
Fenfen avatar Anbu


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